Sport e guerra russia Storia dello sport

Damnatio Russiae – Lo sport al tempo della guerra

Damnatio Russiae


Lo sport al tempo della guerra,
quando la guerra irrompe nello sport

Il presidente del CIO Thomas Bach ha parlato da Losanna in conferenza dichiarando che non c’è un impegno ad alleggerire le sanzioni anche nel caso di cessate il fuoco.

Annullati o congelati i riconoscimenti dei dirigenti russi nei vari ordinamenti internazionali. Per aver violato la tregua olimpica, allo stesso Putin è stato ritirato il collare d’oro dell’Ordine Olimpico. Sempre a Putin la federazione mondiale di taekwondo ha ritirato la cintura nera onoraria del IX dan, la federazione di judo lo ha sospeso dalla carica di presidente onorario.

Il Cda del Comitato paralimpico internazionale ha deciso che gli atleti di Russia e Bielorussia non potranno partecipare alle Paralimpiadi di Pechino.

Già i Giochi invernali di Pechino 2022, segnati dal cosiddetto “boicottaggio” diplomatico USA (per non irritare Xi Jiping) ci confermano una volta di più che lo sport non può essere studiato ignorando quanto avviene nella politica internazionale, ma anche che lo sport può offrire nuovi angoli e nuove lenti focali per cercare di capire quanto avviene nel mondo.

Siamo al Cancel Russians nello sport. Dopo la guerra economica, viene condotta ora la guerra sportiva per distruggere tutto il potenziale di soft power russo a carattere sportivo.

La Uefa addirittura rinuncia alla gigantesca sponsorizzazione di Gazprom, mentre in Inghilterra Roman Abramovich tenta uno spericolato recupero di immagine, annunciando la vendita del Chelsea con l’impiego dei proventi destinati tutti in beneficienza a favore delle vittime della guerra (di “tutte” specifica un comunicato).


Dal blog di Nicola Sbetti:
A gamba tesa nella politica e nella cultura dello sport
https://nicolasbetti.wordpress.com

Ogni giorno sul gruppo Facebook Sport, Cultura e Politica cerchiamo di raccogliere comunicati, articoli, post per fare una sorta di mappatura (inevitabilmente lacunosa) di come lo sport subisce, reagisce, si ribella e asseconda l’invasione russa dell’Ucraina. 

Si tratta di uno spazio aperto a tutti coloro che fossero interessati.

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